Spid o Cie per accedere al registro elettronico: questa e altre novità per l’anno scolastico 2026/27

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Per accedere al registro elettronico sarà necessario disporre di Spid o Carta d’identità elettronica (Cie). A partire dall’anno scolastico 2026/27, che in Valle d’Aosta avrà inizio il giovedì 10 settembre, saranno i genitori a gestire le comunicazioni della scuola per gli alunni del primo ciclo.

Il cambiamento verso l’identità digitale è sancito dalla legge 182 del 2 dicembre 2025. Tale norma stabilisce che, per le scuole primarie e secondarie di primo grado, l’accesso ai registri elettronici sarà riservato ai genitori o ai tutori responsabili. La finalità del Ministero dell’istruzione e del merito è incrementare la sicurezza e superare gradualmente l’uso di username e password tradizionali.

Precedentemente, alcune scuole avevano optato per mantenere temporaneamente entrambe le modalità di accesso, per facilitare le famiglie. Da settembre, auspica la Sovrintendente agli studi della Valle d’Aosta, Marina Fey, questo processo sarà completamente attuato.

Accesso al registro elettronico riservato ai genitori per il primo ciclo

Nel primo ciclo, l’accesso autonomo al registro elettronico da parte degli studenti sarà abolito, attribuendo ai genitori l’accesso mediante identità digitale. Ciò riconduce l’importanza del diario, strumento che permette agli alunni di mantenere la propria autonomia senza dipendere dall’account dei genitori, evidenziando così un approccio educativo e organizzativo.

Organizzazione e debiti formativi

L’organizzazione scolastica è in pieno svolgimento, con la convocazione di docenti dalle graduatorie per la scelta delle sedi, per concludere entro la fine di agosto. Inoltre, sono circa 1.069 gli studenti delle superiori che dovranno affrontare esami di recupero per debiti formativi.

Progetti di educazione affettiva e sostegno psicologico

In Valle d’Aosta, proseguiranno i progetti di educazione affettiva, affrontando temi di rispetto e affettività nelle scuole. Parallelamente, il progetto “Una scuola che ascolta” continuerà nel secondo ciclo, introducendo psicologi per offrire supporto agli studenti e indicazioni per i docenti e le famiglie.

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