Il lavoro agile nella pubblica amministrazione italiana ha storicamente trascurato gli aspetti di lavoro a distanza nella scuola, dato che l’insegnamento avviene prevalentemente in presenza. Tuttavia, una significativa componente dell’attività docente si svolge al di fuori dell’aula, comprendendo collegi, consigli di classe e gruppi di lavoro, con un impatto logistico considerevole.
A partire dal 30 giugno 2026, la possibilità di condurre tali attività in modalità remota acquista valore giuridico, come stabilito dalla nota prot. 3803 in attuazione dell’articolo 44 comma 6 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021. Tale nota offre finalmente criteri e modalità per le riunioni collegiali a distanza, colmando una lacuna normativa che ha portato a prassi dispari negli istituti.
Le due condizioni poste dal Ministero
Il Ministero richiede due condizioni fondamentali per la validità degli atti deliberativi online. La prima concerne l’uso di piattaforme adeguate, garantendo identificazione e autenticazione degli utenti, segretezza del voto e tracciabilità delle operazioni. La seconda condizione è l’aggiornamento del regolamento dell’istituto, senza il quale le delibere assunte online restano impugnabili.
Ad oggi, solo il 13% di 7.779 istituti esamina nuovi regolamenti che contemplano le sedute a distanza. Un ulteriore 35% presenta regolamenti carenti di riferimenti specifici a modalità remote, mentre il resto è privo di qualsiasi documento regolamentare. In totale, l’87% dei protocolli considerati incorpora misure di privacy, ma solo il 39% contempla la tracciabilità delle sedute.
La questione del voto segreto
L’articolo 37 comma 4 del D.Lgs. 297/1994 stabilisce che la votazione negli organi collegiali deve essere segreta solo in specifici casi. Tuttavia, l’analisi dei regolamenti evidenzia che una significativa percentuale non prevede modalità di voto segreto, ciò comportando rischi procedurali. La corretta implementazione di strumenti per la votazione segreta e per la conservazione dei dati risulta essenziale.
Cosa deve contenere un regolamento aggiornato
Un regolamento aggiornato dovrebbe includere: ambito di applicazione, definizioni di seduta telematica, requisiti della piattaforma, modalità di convocazione, identificazione dei partecipanti, gestione del quorum e delle votazioni, nonché delle problematiche tecniche. È essenziale che i regolamenti riflettano l’adeguatezza e la conformità alle direttive ministeriali.
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