Progetti fermi e fine dei giochi, persi fondi Pnrr per tre asili: sfumano due milioni

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Una nota tecnica mette nero su bianco ciò che negli uffici comunali è ormai considerato inevitabile: rispettare le scadenze del Pnrr per tre asili cittadini «non è immaginabile». A scriverlo è il dirigente dell’area Istruzione e Formazione del Comune di Palermo, Dario Di Gangi, in una comunicazione indirizzata alla Ragioneria generale. Una presa d’atto che riguarda l’ex asilo “Alessandra Parisi” di Borgo Vecchio, ma anche gli interventi previsti allo Sperone e in via Altofonte.

Il caso più emblematico è quello del Parisi, chiuso da oltre quindici anni e mai restituito al quartiere. Qui il finanziamento europeo da circa 500 mila euro è ormai perduto. Ma la criticità riguarda l’intero pacchetto di interventi. I tre progetti risultano ormai compromessi, a causa di ritardi nella progettazione, bonifiche non completate e procedure amministrative mai portate a termine. Un quadro che ha reso impossibile rispettare le scadenze europee e che espone l’amministrazione alla perdita dei finanziamenti. Il Comune ha già dovuto prevedere il ricorso a risorse alternative per evitare lo stop definitivo degli interventi, ma i tempi di realizzazione restano incerti.

Situazione critica anche per gli altri due interventi. In via Fabio Besta, allo Sperone, era prevista la realizzazione di un nuovo asilo nido per rafforzare i servizi educativi in una zona carente, ma l’avvio dei lavori è rimasto sulla carta e l’avanzamento del progetto è minimo.

Ancor più indietro l’intervento di via Altofonte, nell’area dei Pagliarelli: un asilo finanziato con quasi un milione di euro, ma di fatto fermo, senza progressi né pagamenti registrati.

Tre progetti diversi, accomunati da ritardi e difficoltà amministrative che rendono ormai compromesso l’utilizzo delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per un totale di oltre due milioni di euro destinati all’infanzia.

Sul caso Parisi, però, si inserisce anche la proposta del terzo settore. Claudio Arestivo, presidente di Per Esempio Onlus, ha diffuso una lettera dai toni duri ma propositivi: «L’ex asilo Parisi? Lo apriamo noi». Nel documento si ricorda come la struttura rappresenti “l’unico potenziale spazio per l’infanzia del quartiere”, abbandonato da anni, e si denuncia un fallimento che “non è di questa amministrazione ma di una politica che ha disatteso ogni promessa”. Arestivo rilancia quindi una proposta concreta: affidare l’immobile al terzo settore, capace – sostiene – di intercettare risorse nazionali e internazionali e costruire un progetto stabile. Datelo a chi è certo di riuscire a restituire al quartiere un bene tanto prezioso quanto negato.

Intanto, dal fronte istituzionale arriva la presa di posizione del presidente dell’Ottava circoscrizione, Marcello Longo, che parla di “profonda amarezza e indignazione politica” per la perdita del finanziamento Pnrr. Longo sottolinea come l’intervento rappresentasse un’occasione fondamentale per il rilancio sociale di Borgo Vecchio e critica i ritardi degli uffici che hanno reso impossibile rispettare le scadenze. Anche il ricorso a fondi alternativi, come il Fondo di solidarietà comunale, viene giudicato incerto nei tempi e nelle risorse.

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