Valditara: Scuola e Smartphone, pericolosa connessione tra cattivi maestri e insegnamenti duraturi.

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Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha affermato che “è pericoloso regalare uno smartphone a un bambino”, suggerendo che a sei anni, così come a undici, i ragazzi non sono ancora pronti ad affrontare il mondo virtuale in autonomia. Il ministro ha sottolineato che è fondamentale mantenere coerenza tra ciò che si apprende a scuola e ciò che avviene a casa, e ha ricordato il recente divieto dell’uso degli smartphone nelle scuole, evidenziando che la collaborazione delle famiglie è essenziale per un reale cambiamento.

Valditara ha evidenziato la presenza di un problema culturale, indicando che ci sono stati ‘cattivi maestri’ che hanno delegittimato l’autorità e il rispetto verso di essa. Ha citato come esempio Michel Foucault, affermando che confondere il rispetto per l’autorità con autoritarismo è anch’esso un errore. Secondo lui, la figura del docente e del poliziotto ha perso il rispetto che meritava a causa di un abbassamento del senso dell’autorità. È necessaria, pertanto, una svolta culturale all’interno della società.

Riguardo alla decisione di bandire dalle scuole anche le armi improprie, Valditara ha comunicato che “in pochi mesi sono stati già sequestrati centinaia di coltelli e persino machete“. Ha osservato come l’uso del coltello sia diventato una moda tra i giovani che lo portano ed esibiscono per apparire più forti.

Il ministro ha affermato che è giunto il momento di “stroncare questa tendenza”; per questo motivo, è stato introdotto il decreto sicurezza, recentemente convertito in legge dal Parlamento. Il decreto comprende il divieto e la sanzione della vendita di coltelli ai minori, insieme al divieto di porto di armi improprie. Ha espresso la sua opinione sull’importanza di un consenso generale riguardo a tali misure e ha riferito che le scuole, qualora rilevino situazioni di pericolo dovute alla circolazione di armi, possono richiedere l’intervento del prefetto per l’istallazione di controlli con metal detector mobili all’ingresso.

Infine, Valditara ha rimarcato che “laddove c’è bullismo, violenza e prepotenza non bisogna giustificare”. Ha esortato a porre fine al giustificazionismo e al ‘perdonismo’, sottolineando la necessità di educare e sanzionare per riaffermare il concetto di responsabilità.

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