L’Istat analizza la situazione degli italiani riguardo il tempo libero, rivelando un paradosso: sebbene ci sia un aumento nella soddisfazione per il tempo libero, cresce la percentuale di chi ne è privo e chi porta il lavoro a casa.
Nel 2024, le persone di sei anni e più godono in media di 3 ore e 23 minuti di tempo libero nei giorni feriali e di 4 ore e 49 minuti nei festivi. Rispetto al 2015, il tempo libero nei feriali è aumentato (da 3 ore e 9 minuti), mentre è diminuito nei festivi (da 5 ore e 5 minuti).
La composizione della giornata ha subito cambiamenti: il tempo libero rappresenta ora il 29,7% delle attività quotidiane nei giorni lavorativi, evidenziando un incremento di due punti percentuali rispetto a nove anni fa. Nei festivi, l’incidenza è rimasta sostanzialmente stabile (+0,5 punti).
Dietro queste medie si registrano squilibri significativi. La quota di individui di 15 anni e più che non trovano mai tempo libero nei giorni feriali è aumentata dal 4,4% al 5,9%, colpendo entrambi i sessi.
La percezione della quantità di tempo libero soddisfa il 62,5% della popolazione, con un aumento del 2,1% rispetto al 2015, mentre quella sulla qualità arriva al 71,4% (+3 punti). In particolare, la soddisfazione complessiva è aumentata di 7,1 punti nel Mezzogiorno, chiudendo il divario con il Centro e il Nord.
Nelle donne, il tempo libero nei festivi è inferiore di 42 minuti rispetto agli uomini. Inoltre, il carico di lavoro domestico è di 3 ore e 52 minuti per le donne contro 2 ore e 35 minuti per gli uomini.
Tra gli occupati, la percezione di tempo libero e lavoro come entità distinte è aumentata dal 79,0% all’84,6%. Tuttavia, la quota di chi lavora nel tempo libero è cresciuta dal 30,8% al 45,6%.
Il report ISTAT
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