Spid e CIE obbligatori per il registro elettronico: genitori bloccati senza accessi, cosa fare

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Con la ripresa delle lezioni, il passaggio ai nuovi sistemi di accesso ai registri elettronici si sta rivelando più complesso del previsto. Le famiglie affrontano problemi legati all’attivazione delle credenziali, circolari inviate in ritardo e procedure non uniformi fra le scuole, rimanendo spesso confusi tra vecchie password e nuovi accessi.

Non si tratta di una scelta dei singoli istituti, ma è stabilito dall’articolo 51 della legge 182/2025, il DDL Semplificazioni, che sancisce che l’accesso ai registri online avvenga tramite il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale dei cittadini e delle imprese (SPID) o attraverso la carta di identità elettronica (CIE). Questa norma, in vigore dall’inizio dell’anno, mira a eliminare le vecchie credenziali fornite dalle segreterie scolastiche.

Accesso al registro elettronico: chi e come

Per i genitori e chi esercita responsabilità genitoriali, l’accesso al registro elettronico deve avvenire tramite SPID o CIE personali. Le credenziali “famiglia” sono destinate a scomparire. Anche gli studenti maggiorenni devono utilizzare un’identità digitale a loro intestata. Per gli studenti minorenni delle superiori, la legge non preclude l’accesso, ma la difficoltà risiede nel fatto che molti non hanno attivato SPID e potrebbero trovarsi privi di PIN e PUK.

Disomogeneità tra le scuole e assistenza insufficiente

Le varie scuole si trovano in situazioni disparate: alcune utilizzano ancora le vecchie password, mentre altre richiedono già SPID o CIE. Questa eterogeneità sta causando confusione tra le famiglie. Nonostante siano state emesse molte CIE, non tutti hanno attivato le credenziali digitali necessarie, creando difficoltà agli sportelli anagrafici per il recupero di PIN e PUK.

In questo contesto, le scuole devono attivarsi per fornire supporto e assistenza alle famiglie, mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito è atteso a fornire chiarimenti sui tempi di applicazione e sulle modalità di accesso, specialmente per gli studenti minorenni. La transizione, sebbene progettata per semplificare, potrebbe trasformarsi in un nuovo complesso problema per famiglie e istituti.

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