Una stretta sui tempi che rischia di mettere in difficoltà centinaia di istituzioni scolastiche. È questo il senso della lettera inviata da Anquap (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche) al Ministero dell’Istruzione e del Merito, con cui si sollevano forti perplessità sulla recente nota ministeriale del 18 maggio 2026.
Al centro della contestazione, la possibilità di definanziare i progetti legati al programma “Realizzazione di laboratori innovativi e avanzati” (Avviso 88643 del 3/06/2025), finanziato nell’ambito del POC “Per la Scuola e competenze 2014-2020”, qualora le scuole non avviino le procedure negoziali entro il 25 maggio 2026.
Una scadenza “improvvisa” e difficile da rispettare
Secondo Anquap, il termine indicato dal Ministero introduce una criticità significativa: pur essendo fissata al 31 dicembre 2026 la scadenza finale per la realizzazione dei progetti, viene imposto un termine intermedio – di fatto perentorio – a pochi giorni dalla comunicazione ufficiale.
Una tempistica giudicata problematica, soprattutto perché comunicata “a ridosso della scadenza”, senza lasciare alle scuole il tempo necessario per adeguarsi.
Scuole già sotto pressione tra PNRR e PON
L’associazione evidenzia inoltre come le segreterie scolastiche siano già fortemente impegnate nella gestione simultanea di numerosi interventi finanziati attraverso programmi come PON e PNRR. Si tratta di progetti complessi, caratterizzati da scadenze ravvicinate e da un elevato carico di adempimenti amministrativi e contabili.
In questo contesto, l’introduzione di una nuova scadenza così ravvicinata rischia di aggravare ulteriormente la pressione organizzativa sulle scuole.
La richiesta: più tempo per evitare il definanziamento
Per evitare conseguenze pesanti, Anquap chiede al Ministero di rivedere il termine del 25 maggio 2026, proponendo di considerare come unica scadenza operativa il 31 ottobre 2026 per l’avvio degli acquisti e le operazioni di collaudo.
Una modifica che, secondo l’associazione, permetterebbe alle scuole di portare avanti i progetti senza il rischio di perdere i finanziamenti già assegnati.
Il rischio concreto: fondi persi nonostante gli impegni già presi
Il nodo più critico riguarda proprio le possibili conseguenze del mancato rispetto della scadenza: numerose istituzioni scolastiche potrebbero subire un improvviso definanziamento, nonostante abbiano già avviato procedure amministrative, assunto impegni di spesa e persino individuato le professionalità necessarie.
Una situazione che, se non corretta, potrebbe compromettere interventi strategici per l’innovazione didattica e lo sviluppo delle competenze tecniche e professionali degli studenti.
La palla passa ora al Ministero, chiamato a decidere se accogliere le richieste delle scuole e concedere maggiore flessibilità, o mantenere una linea rigorosa sui tempi, con il rischio però di bloccare progetti già in fase avanzata.
© 2026 HomoFaber Edizioni Srl – Tutti i diritti riservati. Sono vietate la copia e la riproduzione senza autorizzazione scritta. Sono ammesse brevi citazioni ed estratti indicando espressamente la fonte (Sinergie di Scuola) e il link alla home page del sito.
__________
Puoi leggere la fonte originale dell’articolo qui



