La relazione “Child Safety Online: Protecting and Empowering Minors in a Digital World”, presentata il 13 luglio 2026, sottolinea l’importanza di un approccio alla sicurezza dei minori online che consideri le diverse fasi di sviluppo. Il panel speciale istituito dalla Commissione europea evidenzia che la protezione non può dipendere solo dalla vigilanza dei genitori ma deve essere integrata nel design dei servizi digitali. Gli oneri di sicurezza devono ricadere sui fornitori.
1. Non soltanto social network: la categoria dei “social media+”
Il termine “social media+” si riferisce a una gamma di servizi oltre ai social network, inclusi app store e videogiochi. La relazione indica che la sicurezza dei minori deve tenere conto delle caratteristiche progettuali dei servizi, come lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica.
2. L’approccio evolutivo: protezioni diverse nelle differenti fasce di età
È proposto un modello che riduce gradualmente la protezione man mano che aumenta l’autonomia del minore, da integrare con un uso sicuro del digitale.
3. Da zero a due anni: evitare l’esposizione agli schermi
Si raccomanda di evitare l’esposizione prolungata agli schermi, enfatizzando invece le interazioni faccia a faccia.
4. Da tre a dodici anni: utilizzo controllato e contenuti adeguati
Per i bambini in questa fascia d’età, è necessario un uso controllato dei servizi digitali. L’educazione digitale deve essere parte integrante dell’esperienza scolastica.
5. Da tredici a diciotto anni: autonomia graduale, ma soltanto in servizi sicuri
Gli adolescenti possono avere un accesso progressivamente autonomo solo a servizi adeguati e sicuri, con canali di supporto accessibili.
6. Una soglia europea a tredici anni
È proposta una restrizione armonizzata a livello europeo per l’accesso ai social media per i minori di tredici anni, senza però escludere un accesso controllato per finalità educative.
7. I sei principi guida
I principi includono un approccio evolutivo, uguaglianza e diversità, protezione dei minori, responsabilità dei servizi digitali, educazione mediatica e diritti dei minori.
8. Verifica dell’età senza sorveglianza dell’identità
Richiesta di un sistema di verifica dell’età proporzionato e rispettoso della privacy, evitando identificazioni invasive.
9. Sicurezza per progettazione
I fornitori devono dimostrare la sicurezza dei loro servizi prima di renderli accessibili ai minori.
10. La convergenza tra DSA, GDPR, AI Act e tutela dei consumatori
La relazione si colloca in un contesto normativo esistente, richiedendo cooperazione tra le autorità per evitare la frammentazione delle normative.
11. Le conseguenze operative per i fornitori
I fornitori di servizi digitali devono adottare controlli mirati per garantire la sicurezza e documentare le misure di protezione implementate.
12. Il ruolo delle scuole e delle famiglie
Genitori e educatori sono responsabili nell’accompagnare i minori nella navigazione digitale, integrando l’educazione digitale nel curriculum.
13. Conclusioni
La relazione segna un cambiamento verso una strategia multilivello, in cui la protezione e la progettazione sicura dei servizi digitali sono fondamentali. La domanda centrale non riguarda solo l’età minima per l’accesso, ma la sicurezza intrinseca dei servizi stessi.
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