Cato accelera negli appalti pubblici: Avvista.ai e oltre 100 clienti

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In Italia il mercato degli appalti pubblici continua a crescere, ma per migliaia di piccole e medie imprese partecipare alle gare resta ancora un percorso complesso. Tra documentazione articolata, tempi ristretti e continui aggiornamenti normativi, molte aziende rinunciano ancora prima di presentare un’offerta. È proprio su questo problema che ha costruito il proprio modello di business Cato, startup italiana specializzata nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi di partecipazione agli appalti pubblici.

A meno di un anno dalla nascita, la società ha già raggiunto oltre 100 clienti tra PMI e grandi imprese e ha annunciato l’integrazione della tecnologia di Avvista.ai, ampliando ulteriormente la propria piattaforma. Un percorso accompagnato anche dalla chiusura di un round pre-seed, completato in un solo mese e guidato da Italian Founders Fund.

Un mercato da oltre 300 miliardi di euro ancora poco digitalizzato

Secondo i dati della Relazione annuale ANAC, nel 2025 il mercato italiano degli appalti pubblici ha raggiunto un valore di 309 miliardi di euro, registrando una crescita del 13,9% rispetto all’anno precedente. Nonostante queste dimensioni, il settore presenta ancora importanti criticità sul fronte della digitalizzazione.

Molte PMI faticano infatti a individuare le opportunità realmente rilevanti tra migliaia di bandi pubblicati ogni giorno e, soprattutto, a predisporre tutta la documentazione richiesta nei tempi previsti. Una difficoltà accentuata dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che ha introdotto la completa digitalizzazione del ciclo degli appalti aumentando gli adempimenti richiesti agli uffici gare. In questo contesto Cato punta a semplificare l’intero processo attraverso strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Come funziona la piattaforma sviluppata da Cato

La soluzione sviluppata dalla startup automatizza le principali attività necessarie per partecipare a una gara pubblica. Il sistema monitora costantemente oltre cento fonti ufficiali, tra cui ANAC, MePA, Gazzetta Ufficiale e portali regionali, individuando automaticamente i bandi più coerenti con il profilo dell’azienda.
Successivamente l’intelligenza artificiale analizza la documentazione, estrae requisiti, criteri di valutazione e possibili criticità, supportando gli operatori nella preparazione della gara.

Anche la fase di compilazione viene in gran parte automatizzata. La documentazione amministrativa può essere precompilata, mentre le relazioni tecniche vengono predisposte utilizzando i dati aziendali già disponibili, riducendo sensibilmente tempi e attività ripetitive. L’invio finale resta comunque sempre sotto il controllo dell’impresa. La piattaforma conserva inoltre uno storico delle gare svolte, permettendo alle aziende di analizzare i risultati ottenuti e migliorare progressivamente le proprie strategie di partecipazione.

Billding conquista Forbes Under 30 e rivoluziona il mercato utility

Foto: pexels

L’integrazione con Avvista.ai amplia l’offerta

Tra le novità annunciate da Cato c’è anche l’integrazione della tecnologia sviluppata da Avvista.ai, giovane startup fondata da Riccardo Sabatti e specializzata in strumenti self-service dedicati alle imprese che partecipano solo occasionalmente alle gare pubbliche.

L’operazione, realizzata attraverso un’acquihire, permette a Cato di ampliare ulteriormente il proprio raggio d’azione, offrendo soluzioni sia alle aziende prive di un ufficio gare interno sia alle organizzazioni più strutturate che gestiscono procedure particolarmente complesse.

L’integrazione introduce anche nuove funzionalità di matching tra capitolati e cataloghi aziendali, consentendo alle imprese di individuare opportunità che potrebbero non essere immediatamente evidenti e aumentando così le possibilità di accesso a nuovi ricavi.

Oltre 100 clienti nel primo anno di attività

I numeri raccolti nei primi mesi confermano la crescente attenzione verso questo tipo di soluzioni. Cato conta già oltre 100 clienti attivi distribuiti tra settori come medicale, farmaceutico, information technology, servizi e costruzioni.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, la piattaforma ha già filtrato oltre 250.000 bandi, analizzato più di 4.500 gare e supportato la compilazione automatica di oltre 1.500 documenti.
L’obiettivo dichiarato è permettere anche alle PMI di competere con organizzazioni dotate di uffici gare molto più strutturati, abbattendo tempi e costi operativi.

L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi delle imprese

La crescita di Cato si inserisce in un contesto più ampio. Secondo ISTAT, soltanto il 15,7% delle PMI italiane utilizza oggi strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi aziendali, una percentuale ancora molto distante sia dalle grandi imprese sia dalla media europea.
L’evoluzione normativa, le opportunità offerte dal PNRR e il crescente numero di gare pubbliche previste nei prossimi anni stanno però accelerando la trasformazione digitale anche in questo settore.

In questo scenario startup come Cato rappresentano uno degli esempi più concreti di come l’intelligenza artificiale possa essere applicata non soltanto alla produttività interna delle aziende, ma anche alla semplificazione di procedure amministrative complesse. Una direzione che potrebbe contribuire a rendere più accessibile il mercato degli appalti pubblici a una parte sempre più ampia del tessuto imprenditoriale italiano.

Kymera Generative Lab: la nuova frontiera della produzione digitale

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In Italia il mercato degli appalti pubblici continua a crescere, ma per migliaia di piccole e medie imprese partecipare alle gare resta ancora un percorso complesso. Tra documentazione articolata, tempi ristretti e continui aggiornamenti normativi, molte aziende rinunciano ancora prima di presentare un’offerta. È proprio su questo problema che ha costruito il proprio modello di business Cato, startup italiana specializzata nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi di partecipazione agli appalti pubblici.

A meno di un anno dalla nascita, la società ha già raggiunto oltre 100 clienti tra PMI e grandi imprese e ha annunciato l’integrazione della tecnologia di Avvista.ai, ampliando ulteriormente la propria piattaforma. Un percorso accompagnato anche dalla chiusura di un round pre-seed, completato in un solo mese e guidato da Italian Founders Fund.

Un mercato da oltre 300 miliardi di euro ancora poco digitalizzato

Secondo i dati della Relazione annuale ANAC, nel 2025 il mercato italiano degli appalti pubblici ha raggiunto un valore di 309 miliardi di euro, registrando una crescita del 13,9% rispetto all’anno precedente. Nonostante queste dimensioni, il settore presenta ancora importanti criticità sul fronte della digitalizzazione.

Molte PMI faticano infatti a individuare le opportunità realmente rilevanti tra migliaia di bandi pubblicati ogni giorno e, soprattutto, a predisporre tutta la documentazione richiesta nei tempi previsti. Una difficoltà accentuata dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che ha introdotto la completa digitalizzazione del ciclo degli appalti aumentando gli adempimenti richiesti agli uffici gare. In questo contesto Cato punta a semplificare l’intero processo attraverso strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Come funziona la piattaforma sviluppata da Cato

La soluzione sviluppata dalla startup automatizza le principali attività necessarie per partecipare a una gara pubblica. Il sistema monitora costantemente oltre cento fonti ufficiali, tra cui ANAC, MePA, Gazzetta Ufficiale e portali regionali, individuando automaticamente i bandi più coerenti con il profilo dell’azienda.
Successivamente l’intelligenza artificiale analizza la documentazione, estrae requisiti, criteri di valutazione e possibili criticità, supportando gli operatori nella preparazione della gara.

Anche la fase di compilazione viene in gran parte automatizzata. La documentazione amministrativa può essere precompilata, mentre le relazioni tecniche vengono predisposte utilizzando i dati aziendali già disponibili, riducendo sensibilmente tempi e attività ripetitive. L’invio finale resta comunque sempre sotto il controllo dell’impresa. La piattaforma conserva inoltre uno storico delle gare svolte, permettendo alle aziende di analizzare i risultati ottenuti e migliorare progressivamente le proprie strategie di partecipazione.

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L’integrazione con Avvista.ai amplia l’offerta

Tra le novità annunciate da Cato c’è anche l’integrazione della tecnologia sviluppata da Avvista.ai, giovane startup fondata da Riccardo Sabatti e specializzata in strumenti self-service dedicati alle imprese che partecipano solo occasionalmente alle gare pubbliche.

L’operazione, realizzata attraverso un’acquihire, permette a Cato di ampliare ulteriormente il proprio raggio d’azione, offrendo soluzioni sia alle aziende prive di un ufficio gare interno sia alle organizzazioni più strutturate che gestiscono procedure particolarmente complesse.

L’integrazione introduce anche nuove funzionalità di matching tra capitolati e cataloghi aziendali, consentendo alle imprese di individuare opportunità che potrebbero non essere immediatamente evidenti e aumentando così le possibilità di accesso a nuovi ricavi.

Oltre 100 clienti nel primo anno di attività

I numeri raccolti nei primi mesi confermano la crescente attenzione verso questo tipo di soluzioni. Cato conta già oltre 100 clienti attivi distribuiti tra settori come medicale, farmaceutico, information technology, servizi e costruzioni.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, la piattaforma ha già filtrato oltre 250.000 bandi, analizzato più di 4.500 gare e supportato la compilazione automatica di oltre 1.500 documenti.
L’obiettivo dichiarato è permettere anche alle PMI di competere con organizzazioni dotate di uffici gare molto più strutturati, abbattendo tempi e costi operativi.

L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi delle imprese

La crescita di Cato si inserisce in un contesto più ampio. Secondo ISTAT, soltanto il 15,7% delle PMI italiane utilizza oggi strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi aziendali, una percentuale ancora molto distante sia dalle grandi imprese sia dalla media europea.
L’evoluzione normativa, le opportunità offerte dal PNRR e il crescente numero di gare pubbliche previste nei prossimi anni stanno però accelerando la trasformazione digitale anche in questo settore.

In questo scenario startup come Cato rappresentano uno degli esempi più concreti di come l’intelligenza artificiale possa essere applicata non soltanto alla produttività interna delle aziende, ma anche alla semplificazione di procedure amministrative complesse. Una direzione che potrebbe contribuire a rendere più accessibile il mercato degli appalti pubblici a una parte sempre più ampia del tessuto imprenditoriale italiano.

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