Intervista di Francesco Sanna de Il Fatto Quotidiano ad Antonio Bertelli sulla recente Sentenza CGUE in tema di prelazione nei Partenariati Pubblici.
L’intervista ad Antonio Bertelli, condotta da Francesco Sanna, possiede una significativa rilevanza giuridica e operativa per il sistema degli appalti e dei partenariati pubblico-privato in Italia. Questo interesse è alimentato da una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), la quale mette in discussione un elemento normativo approfondito nel corso degli anni. Tale sentenza potrebbe avere effetti profondi sulle procedure di affidamento, sulle concessioni attualmente operative e sull’interpretazione dei principi comunitari riguardanti parità e concorrenza nelle gare pubbliche.
In particolare, la CGUE ha chiarito che il diritto di prelazione, tradizionalmente riconosciuto agli operatori economici già coinvolti nel partenariato pubblico, può essere sottoposto a revisione alla luce delle normative europee in materia di appalti. Inoltre, la sentenza ha sollevato interrogativi riguardo alla compatibilità di tali diritti con i principi di concorrenza leale e non discriminazione, che rappresentano le colonne portanti del mercato interno europeo.
La discussione riguarda quindi la necessità di un adeguamento del quadro normativo nazionale per garantire un allineamento con i principi europei e favorire una maggiore trasparenza nelle procedure di gara. Si rende imperativo che le amministrazioni pubbliche, alla luce di queste nuove indicazioni, rivedano le loro strategie di affidamento e i criteri di selezione, ponendo attenzione all’equilibrio tra il diritto di prelazione e l’accesso equo al mercato per nuovi operatori.
In conclusione, l’analisi proposta da Bertelli evidenzia l’urgenza di un ripensamento delle modalità di gestione dei partenariati pubblico-privati in Italia, in conformità con le più recenti direttive europee e le esigenze del mercato contemporaneo. Questa svolta potrebbe non solo favorire una maggiore concorrenza, ma anche assicurare una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.



