
Da quest’anno l’accesso al Registro Elettronico scolastico richiede obbligatoriamente SPID o CIE. Tuttavia, a causa di comunicazioni frammentate e ritardi degli istituti, molte famiglie rischiano di rimanere senza credenziali valide.
In Italia, l’inizio dell’anno scolastico potrebbe risultare complicato a causa delle nuove regole per l’accesso al Registro Elettronico, che ora richiede una identità digitale verificata, come lo SPID o la Carta d’identità elettronica (CIE). Questa modifica, ufficializzata all’inizio del 2026, ha portato a difficoltà per milioni di famiglie che potrebbero non avere le credenziali necessarie al ritorno in classe, poiché il registro elettronico è il principale canale di comunicazione scolastica.
Novità sull’obbligo di SPID e CIE
Il nuovo sistema richiede infatti che l’accesso avvenga tramite un’unica identità digitale. Per le scuole primarie e secondarie di primo grado, solo i genitori possono accedere al registro, mentre per le scuole superiori anche gli studenti minorenni possono utilizzare le proprie credenziali. Tuttavia, è necessario seguire correttamente la procedura di attivazione per avere accesso.
Rischi di esclusione per le famiglie
Un problema significativo è rappresentato dal fatto che avere la CIE non implica automaticamente di avere attivato gli strumenti necessari per l’accesso online. Molte famiglie non hanno completato il processo di identificazione, contribuendo a confusione sui tempi per adeguarsi alle nuove regole. Inoltre, le scuole stanno aggiornando i propri sistemi senza coordinamento, creando situazioni disomogenee.
Attivazione di SPID o CIE
Per accedere al registro è fondamentale possedere un’identità digitale. L’attivazione dello SPID richiede la scelta di un gestore e il riconoscimento personale. Per la CIE, è necessario scaricare l’app CieID e seguire una specifica procedura di attivazione. Vi sono differenze significative nei costi, poiché molti gestori SPID prevedono un pagamento annuale, mentre la CIE offre un’operazione priva di costi ricorrenti.
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