Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 4 agosto 2026, ha approvato definitivamente due decreti legislativi volti ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1689, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (IA). Di seguito si riportano i punti essenziali dei provvedimenti.
1. Utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per attività di polizia e responsabilità civile e penale
Il decreto disciplina l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia, sottolineando la responsabilità umana: le decisioni devono restare a carico dell’operatore, escludendo effetti giuridici negativi basati unicamente su elaborazioni automatizzate. L’identificazione biometrica in tempo reale è consentita solo in circostanze eccezionali e previa autorizzazione giudiziaria. È vietata la creazione di banche dati biometriche attraverso raccolte massicce di dati. È introdotto l’articolo 437-bis del Codice penale, che punisce l’omessa adozione di misure di sicurezza e l’illecita alterazione dei sistemi di IA ad alto rischio. Inoltre, il provvedimento migliora la tutela civile per i danneggiati tramite l’accesso a documentazione tecnica e presunzione di nesso di causalità.
2. Poteri delle autorità nazionali e utilizzo dell’IA nella formazione
Il secondo decreto stabilisce la governance nazionale per l’IA, con l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale come autorità principali. Introduce un quadro sanzionatorio graduato. Il provvedimento favorisce l’operatività delle sperimentazioni normative, specialmente per PMI e start-up, e regola l’integrazione dell’IA nei percorsi formativi, comprese le indicazioni nazionali e moduli obbligatori di formazione per magistrati e personale pubblico. Viene anche specificato che le decisioni sul rapporto di lavoro non possono derivare esclusivamente da trattamenti automatizzati.
Le misure pianificate includono aggiornamenti per l’istruzione superiore e percorsi di alfabetizzazione sull’IA per adulti, mirati a promuovere la competenza e la sicurezza digitale nell’educazione.
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