Il decreto su sicurezza pubblica e governance
Il recente provvedimento legislativo si occupa dell’uso dell’intelligenza artificiale (IA) da parte delle forze dell’ordine, regolando specificamente il riconoscimento biometrico in tempo reale. Il testo si allinea alle eccezioni stabilite dall’AI Act, consentendo l’uso della tecnologia solo in situazioni di grave minaccia alla sicurezza pubblica, per la ricerca di persone scomparse e per il contrasto alla tratta di persone. In tali circostanze, è necessaria l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria o, in casi d’urgenza, del pubblico ministero, seguita da una convalida, con un limite temporale di quindici giorni, prorogabile con motivazione. È vietato l’uso di banche dati ottenute tramite scraping non mirato.
Per il riconoscimento facciale a posteriori, la tecnologia potrà essere utilizzata solo dopo la commissione di un reato e convalidata da documentazione video-fotografica, senza che le decisioni possano basarsi esclusivamente sull’output del sistema. Sono previsti log non modificabili, una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali e notifiche al Garante della privacy. Il ministro dell’Interno ha sottolineato l’assenza di un controllo generalizzato, ma resta da chiarire come verranno interpretate le deroghe nella pratica operativa e chi gestirà il database di immagini raccolte, se un ente pubblico o privati.
Dalla teoria alla pratica, sull’AI
In tema di governance, l’AgID e l’Acn sono designate rispettivamente come autorità di notifica e vigilanza del mercato, fungendo da punto di contatto unico con le istituzioni europee. Seppur i decreti affrontino molte problematiche urgenti, mancano ancora normative organiche sull’uso dell’AI nei media e norme specifiche sulla trasparenza degli algoritmi impiegati nelle decisioni amministrative.
__________
Puoi leggere la fonte originale dell’articolo qui



