Privacy: il Garante ribadisce, i dati personali non sono per curiosità!

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La consultazione di documenti personali senza una reale esigenza di servizio costituisce una violazione della normativa sulla protezione dei dati. Tale principio è stato ribadito dal Garante per la protezione dei dati personali nel provvedimento adottato il 29 aprile 2026 al termine di un’istruttoria riguardante una società che gestisce identità digitali SPID.

L’Autorità ha esaminato il funzionamento della piattaforma utilizzata dalla società per il rilascio e la gestione delle identità digitali, rilevando che molti operatori distribuiti sul territorio potevano accedere a dati anagrafici, documenti di identità, tessere sanitarie e informazioni sulle operazioni effettuate dagli utenti, anche quando tali accessi non erano necessari per le loro mansioni.

L’accesso ai dati deve essere giustificato

Un episodio significativo ha rivelato criticità: un operatore ha consultato la documentazione di 258 utenti senza alcun legame con attività di identificazione o assistenza, giustificando gli accessi esclusivamente “per mera curiosità”. Questa situazione ha dimostrato che il possesso delle credenziali non autorizza la consultazione dei dati personali, che deve sempre avere una finalità documentabile e coerente con le funzioni dell’operatore.

I controlli del Garante

Durante l’istruttoria è emerso che il sistema permetteva anche a operatori non coinvolti nella procedura di identificazione di consultare informazioni personali e scaricare documenti. Le analisi registrate hanno evidenziato migliaia di consultazioni e download effettuati da operatori di sportelli diversi, il che rappresenta una violazione dei principi di minimizzazione dei dati, riservatezza e “privacy by design”.

Le modifiche successive

In seguito al procedimento, la società ha comunicato di aver rivisto il sistema, limitando le consultazioni e riducendo le informazioni visibili agli operatori. Tuttavia, il Garante ha sottolineato che tali interventi non eliminano le violazioni riscontrate in precedenza, quando le autorizzazioni di accesso erano state eccessivamente ampie.

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