Gli esami di Stato, un momento di intensa preparazione e ansia, culminano nell’importante fase della valutazione numerica. Un tema controverso è l’assegnazione della lode, che ha suscitato un’analisi su Instagram riguardo a come molte famiglie criticano i docenti per la mancata concessione della lode, nonostante il punteggio perfetto di 100.
L’analisi mette in luce due riflessioni sul sistema scolastico e il messaggio trasmesso alle nuove generazioni.
La ricerca del voto: un’incoerenza tra adulti e ragazzi
La scuola è frequentemente accusata di focalizzarsi eccessivamente su una visione numerica, trattando gli studenti come semplici voti. Tuttavia, l’analisi evidenzia una mancanza di coerenza: non sono gli studenti a cercare ossessivamente il voto alto, ma gli adulti, che pongono la massima enfasi su punteggi come 99, 100 o 100 e lode. Questo ribalta i ruoli educativi, rendendo il voto un campo di battaglia personale per i genitori, mentre la lode non è un automatismo e richiede specifici requisiti, con la Commissione d’esame che esercita piena discrezionalità.
L’attacco ai docenti: una lezione diseducativa
Un’altra riflessione riguarda il rispetto per le istituzioni e l’educazione. Attaccare i docenti, sia sui social che dal vivo, davanti agli studenti è considerato un messaggio diseducativo. Si osservano frequenti aggressioni, verbali o fisiche, da parte di studenti nei confronti degli insegnanti. Gli adulti legittimano frequenti contestazioni, creando un clima in cui gli studenti si sentono autorizzati a esprimere aggressività verso i docenti. Smantellare l’autorevolezza della scuola in virtù di una lode pretesa, secondo l’analisi, non contribuisce al benessere degli studenti, privandoli di limiti educativi essenziali per la loro crescita.
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