Il governo italiano sta accelerando sull’intelligenza artificiale, avviando un’importante revisione normativa in linea con i regolamenti europei. Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare due decreti legislativi che adeguano la normativa nazionale, perseguendo gli obiettivi della legge 132 del 2025. Questi provvedimenti riguardano vari ambiti, dalla sicurezza alla giustizia, fino alla responsabilità civile e penale connessa all’uso dell’IA.
Una disciplina nazionale organica sull’intelligenza artificiale
L’Italia si presenta come la prima nazione a dotarsi di una normativa nazionale organica in materia di intelligenza artificiale. I decreti, ora all’esame delle commissioni parlamentari, stabiliscono un quadro di regole per l’applicazione della disciplina europea, ponendo l’essere umano al centro della governance dell’innovazione tecnologica.
La governance tra Acn, Agid e autorità di controllo
La governance dell’IA sarà coordinata dall’Agenzia nazionale per la cybersicurezza e dall’Agenzia per l’Italia Digitale, coinvolgendo anche altre autorità competenti. È previsto un investimento di un miliardo di euro per il settore, con l’introduzione di un reato specifico per i deepfake.
Utilizzo dell’IA nelle attività di polizia
Il ministro dell’Interno ha confermato che non sarà implementato un sistema di sorveglianza di massa, e ogni utilizzo dell’IA nelle forze di polizia deve essere proporzionato e conforme alle normative sulla protezione dei dati.
Identificazione biometrica
L’uso dell’intelligenza artificiale per la videosorveglianza e il riconoscimento facciale sarà consentito solo in casi eccezionali, con rigide norme di procedura.
Modalità di utilizzo per sicurezza
Le nuove regole introducono modalità di uso ex ante e ex post dell’IA per la sicurezza, subordinando l’impiego alla richiesta e autorizzazione delle autorità competenti.
Controllo da parte della magistratura
Tutte le attività biometrico rilevanti saranno monitorate dalla magistratura, con sinergie tra i vari livelli istituzionali.
Nuovo reato legato all’IA
Viene previsto un nuovo reato per chi omette misure di sicurezza nei sistemi di IA che possano pericolosamente impattare la vita delle persone.
Responsabilità civile
Sarà regolata la responsabilità civile per danni causati dall’IA, facilitando l’accesso degli utenti alla giustizia in caso di uso distorto dei sistemi.
Divieti nel lavoro e formazione
Il decreto vieta decisioni automatizzate nei rapporti di lavoro, richiedendo sempre l’intervento umano e promuovendo la formazione continua.
IA nel sistema educativo
L’intelligenza artificiale sarà integrata nei programmi scolastici, con un investimento di 300 milioni di euro per la formazione degli insegnanti e degli studenti.
Università e ricerca
Il ministero dell’Università e della Ricerca si impegnerà a promuovere la formazione e il trasferimento tecnologico legato all’IA, enfatizzando la responsabilità umana.
Interventi fiscali e Terzo Settore
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un decreto correttivo della riforma fiscale, semplificando le normative per le imprese e il Terzo Settore.
Una svolta normativa
Il pacchetto normativo rappresenta una tappa cruciale nella definizione del quadro italiano per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di unire innovazione, sicurezza e tutela dei diritti.
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