Una studentessa di un Liceo Classico di Napoli ha conseguito il punteggio massimo di 100 su 100 all’Esame di Stato, ma ha visto negata la lode a causa dell’opinione contraria di un solo commissario, che ha segnalato “qualche errore morfologico e sintattico” nella prova di greco. I genitori, acting as her legal representatives, hanno presentato ricorso al TAR della Campania. Due anni dopo, la Quarta Sezione ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione del rifiuto contraddittoria e insufficiente.
Il caso
Il ricorso è stato presentato contro il Ministero dell’Istruzione e altri soggetti, in quanto la studentessa, promossa con 100/100, non ha ricevuto la lode. I genitori hanno sostenuto che la ragazza possedesse tutti i requisiti necessari per ottenerla, avendo raggiunto punteggi massimi nelle prove d’esame e soddisfacendo criteri scolastici specifici. La contestazione si focalizzava sul parere di un commissario, considerato “illogico e ingiusto”.
Le motivazioni del giudice
Il TAR Campania ha sottolineato che la commissione d’esame ha un “elevato tasso di discrezionalità” nelle decisioni riguardanti la lode, ma ha anche stabilito che tali decisioni devono essere motivate. La studentessa, avendo ottenuto eccellenti risultati in tutte le prove, ha sollevato interrogativi sulla validità del rifiuto, dato che la motivazione si basava su un’unica opinione contraria. Il TAR ha quindi rigettato la spiegazione come insufficientemente supportata e in contraddizione con il punteggio massimo dato.
Il tribunale ha concluso che la valutazione complessiva della studentessa giustifica un’assegnazione implicita della lode e ha disposto che la commissione dovrà riesaminare il caso. L’amministrazione scolastica è stata condannata a risarcire le spese legali. Questa sentenza chiarisce che la mancata lode deve sempre essere debitamente motivata, specialmente se il resto della valutazione è impeccabile.
__________
Puoi leggere la fonte originale dell’articolo qui



