La conclusione dell’anno scolastico è tradizionalmente accompagnata da eventi come recite e gite, durante i quali i genitori documentano i momenti con smartphone e fotocamere. Tuttavia, sorge la questione della legalità di queste pratiche e della potenziale violazione della privacy dei minori coinvolti.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha fornito chiarimenti significativi. Innanzitutto, la registrazione di immagini nell’ambito scolastico può avvenire senza violazioni, purché sia limitata a scopi personali e condivisa in un contesto familiare o amicale. In tal senso, i genitori possono filmare eventi come recite e condividere i contenuti con i familiari senza necessità di consenso.
Tuttavia, la situazione cambia drasticamente qualora tali contenuti vengano diffusi al di fuori della cerchia ristretta, specialmente su social media come Facebook o Instagram. In questo caso, il Garante avverte che è essenziale ottenere il consenso di entrambi i genitori per la diffusione di immagini che ritraggono minorenni. I genitori devono essere completamente informati e liberi di esprimere la loro volontà, con la possibilità di revocare il consenso in qualsiasi momento.
La posizione dell’Autorità è confermata nel Vademecum “La scuola a prova di privacy”, che sottolinea come le registrazioni effettuate dai genitori durante eventi scolastici non violino la privacy se rimangono nel contesto privato. La vera linea di confine è la pubblicazione online.
Per coloro che decidono di condividere contenuti sui social, il Garante consiglia di adottare misure di privacy per limitare la visibilità e di evitare di rivelare informazioni personali sui minori, come nome completo o dettagli scolastici. Queste cure possono contribuire a proteggere la sicurezza e la riservatezza dei bambini.
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