Stimati in Umbria circa 40mila lavoratori in appalto o subappalto
La segretaria regionale della Cgil Umbria ha sollecitato una convocazione da parte della Regione per discutere una legge che normi gli appalti pubblici e per stipulare i necessari protocolli. Si auspica che questo stimoli i Comuni umbri a redigere protocolli sugli appalti a loro competenza. Durante un seminario tenutosi a Perugia, è stato rivelato che in Umbria sono stimati oltre 40mila lavoratori in appalto e subappalto.
“Nel solo 2025, gli appalti in Umbria hanno raggiunto circa 1,6 miliardi di euro, dove si verifica lavoro sottopagato, sfruttato e pericoloso, con un alto numero di infortuni, anche mortali.”
È stata evidenziata l’importanza della legge regionale del 2 febbraio 2024 sugli appalti dei servizi assistenziali, che ha normato il lavoro di circa 9mila assistenti per persone fragili, riconoscendo i diritti contrattuali e professionali e garantendo clausole sociali in caso di cambiamento di appalto.
“Nonostante questo progresso, manca una legge regionale che normi gli appalti ad alta intensità di mano d’opera. La Regione è sollecitata a creare un rafforzamento dell’Osservatorio sugli appalti, protocolli per l’applicazione contrattuale e misure per garantire salari minimi.”
Inoltre, è stata annunciata una proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti pubblici e privati da lanciare in tutta Italia. Questa proposta mira a garantire pari diritti per i lavoratori in appalto rispetto ai dipendenti diretti, estendendo tutele anche alle partite IVA e agli autonomi.
“La proposta chiede di rafforzare la responsabilità del committente in materia di salute e sicurezza e di limitare la catena dei subappalti, soprattutto in settori a rischio di infiltrazioni illecite.”
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