Luci e ombre sullo stato dei lavori PNRR delle scuole toscane. Cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato e cosa rimarrà una chimera
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si era proposto di rappresentare una svolta per l’edilizia scolastica italiana, attraverso la Missione 4 “Istruzione e ricerca”. Tra gli obiettivi vi erano la costruzione di nuove scuole innovative, la messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici esistenti, l’apertura di asili nido e scuole dell’infanzia e la riduzione dei divari territoriali.
A pochi mesi dalla scadenza del 2026, la situazione nel territorio fiorentino e toscano presenta complessità, evidenziando cantieri aperti, lavori rallentati e contenziosi. Un caso emblematico è la nuova scuola di San Gimignano, i cui lavori sono stati sospesi a causa della risoluzione del contratto con l’impresa esecutrice e dell’avvio di un contenzioso legale.
Nella città di Firenze, la mancanza di un elenco pubblico chiaro sullo stato di avanzamento dei progetti ha reso difficile il monitoraggio degli stessi, alimentando preoccupazioni tra i consiglieri d’opposizione. Attualmente, nel Comune di Firenze, si registrano 16 progetti legati alla missione istruzione, per un investimento di oltre 16 milioni di euro.
Tuttavia, emergono criticità significative, quali ritardi nei lavori, aumenti dei costi dei materiali, difficoltà burocratiche e aziende fallite. La nuova scuola secondaria Ghiberti, in fase di demolizione e ricostruzione, ha già accumulato ritardi, mentre la scuola Italo Calvino presenta problematiche di fondamenta.
Progetti minori, come i lavori su vari asili nido, risentono della frammentazione e della mancanza di coordinamento. Nonostante molti interventi siano finanziati, la situazione regionale è preoccupante, con un 65% delle risorse nazionali per l’edilizia non spese a febbraio 2026. La corsa contro il tempo si fa sempre più urgente per evitare la perdita di fondi europei.
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