IA a scuola, criticità dell’atto amministrativo automatizzato: chi risponde di un errore algoritmico?

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L’integrazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) nei procedimenti amministrativi scolastici rappresenta un cambiamento significativo, passando dalla digitalizzazione dei dati a un’autonomia cognitiva delle macchine. Questo articolo analizza la legittimità dell’istruttoria automatizzata, evidenziando i conflitti tra efficienza tecnologica e principi fondamentali del diritto amministrativo: legalità, trasparenza e motivazione. Attraverso l’interazione del CAD, dell’AI Act e della Legge 241/1990, vengono delineate le nuove competenze del Dirigente Scolastico e del DSGA, con particolare attenzione al “black box problem” e alla necessità di una supervisione umana per garantire la responsabilità gestionale.

La transizione dall’informatizzazione all’autonomia cognitiva

La Scuola italiana subisce una trasformazione radicale, con la sostituzione delle attività istruttorie umane da parte di sistemi algoritmici avanzati. A differenza della semplice informatizzazione, l’autonomia cognitiva degli algoritmi rappresenta un passo cruciale. Gli agenti intelligenti non seguono regole fisse, ma interpretano dati complessi, richiedendo un ripensamento dei flussi di lavoro nella gestione scolastica.

Il CAD come “Costituzione Digitale” e le sue lacune

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. 82/2005) funge da quadro principale per l’uso delle tecnologie nella Scuola, sebbene non contempli l’AI. Questo costringe le figure apicali a colmare le lacune attraverso un’interpretazione che unisca principi nazionali ed europei. Il CAD deve ora essere considerato alla luce delle sfide poste dall’istruttoria automatizzata.

L’AI Act e la classificazione dei rischi nel settore istruzione

L’entrata in vigore dell’AI Act impone vincoli alle istituzioni scolastiche, specialmente per i sistemi ad alto rischio, con obblighi di supervisione umana e trasparenza (Artt. 13 e 14 AI Act). Il Dirigente Scolastico è responsabile per garantire la corretta progettazione dei sistemi affinché le logiche decisionali siano comprensibili.

Trasparenza e “Black Box Problem”

La mancanza di trasparenza degli algoritmi di machine learning crea preoccupazioni legate al “black box problem”. Secondo la sentenza n. 2270/2019 del Consiglio di Stato, è necessario che l’algoritmo sia “conoscibile”, e non basta pubblicare il codice sorgente, ma è essenziale una comprensione chiara delle logiche decisionali.

L’obbligo di motivazione nell’atto amministrativo automatizzato

In base all’art. 3 della Legge 241/1990, ogni provvedimento deve essere motivato. Quando un’AI suggerisce decisioni, la motivazione deve esplicitare i parametri e i dati utilizzati. Riferirsi semplicemente all’output algoritmico non è giuridicamente sufficiente.

Contraddittorio e supervisione umana effettiva

L’automazione non deve eliminare il diritto di partecipazione al procedimento (Artt. 7-10-bis L. 241/90). L’intervento umano deve essere significativo, non solo formale, permettendo ai cittadini di contestare le decisioni automatizzate.

Imparzialità, bias e data governance

Il principio di imparzialità richiede che l’azione amministrativa sia priva di discriminazioni. L’AI può trasmettere bias storici, pertanto l’AI Act impone obblighi di data governance (Art. 10) e valutazioni di impatto sui diritti fondamentali.

Imputabilità e profili di responsabilità per il DS e il DSGA

La responsabilità per errori algoritmici resta in capo all’amministrazione. La Scuola deve assumere responsabilità per l’uso di determinati sistemi, richiedendo che l’AI funzioni come Decision Support System, per mantenere il controllo gestionale.

Conclusioni e proposte operative per la Governance Scolastica

Un’istruttoria automatizzata, se ben gestita, può promuovere efficienza ed equità. Si raccomanda:

  • Obbligo di Valutazione di Impatto (VIA) per sistemi ad alto rischio.
  • Istituzione di un registro pubblico degli algoritmi.
  • Formazione obbligatoria per il personale sull’uso etico dell’IA.
  • Coordinamento con AGID e il Garante della Privacy.

Attraverso una supervisione umana efficace e aggiornamenti normativi, è possibile evitare un’automazione che comprometta i diritti dei cittadini.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali di supporto

  • Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).
  • Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).
  • Legge 241/1990 sul procedimento amministrativo.
  • Consiglio di Stato, Sez. VI, Sentenza n. 2270/2019.
  • Regolamento UE 2016/679 (GDPR), Art. 22.

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