1. Una delega “civica”, non professionale
Un aspetto cruciale è l’esclusione delle deleghe professionali. Il decreto stabilisce che la piattaforma non è applicabile ai mandati conferiti a professionisti o intermediari, né agli incarichi retribuiti. Questo delimita chiaramente la delega digitale come strumento destinato ai rapporti personali tra cittadini, e non all’esercizio delle attività professionali. Pertanto, un avvocato non può utilizzare questo strumento come alternativa al mandato o alla procura.
2. Natura giuridica: tra delega amministrativa e rappresentanza
La delega prevista dal decreto consente l’accesso ai servizi digitali della PA per conto di un altro, ma non configura una rappresentanza generale. Si tratta di un’abilitazione tecnica e giuridica limitata, con effetti circoscritti all’ambiente digitale, collocandosi tra la delega amministrativa e la rappresentanza, senza sovrapporsi agli istituti civilistici tradizionali.
3. Limiti stringenti: un sistema anti-professionalizzazione
Il sistema è impostato con limiti chiari:
- massimo due delegati per cittadino
- massimo cinque deleghe per delegato
- durata non superiore a due anni
- divieto di subdelega
Questi vincoli evidenziano l’intento del legislatore di evitare che la piattaforma venga utilizzata per attività professionali o para-professionali.
4. Il ruolo della procura: integrazione, non sostituzione
La piattaforma consente l’utilizzo di procure generali o speciali per attivare la delega digitale. Tuttavia, è evidente la relazione tra i due strumenti: la delega non sostituisce la procura, ma la integra. La procura rimane il titolo giuridico principale, mentre la piattaforma serve da infrastruttura operativa per accedere ai servizi digitali.
5. Responsabilità e dichiarazioni del delegato
Un aspetto delicato riguarda le dichiarazioni richieste al delegato, il quale deve attestare di operare a titolo personale e non nell’ambito di attività professionale o retribuita. Ciò apre a scenari di responsabilità nei casi in cui la delega venga utilizzata impropriamente per attività di assistenza strutturata.
6. Tracciabilità e valore probatorio
La piattaforma introduce un avanzato sistema di tracciamento:
- registrazione delle deleghe
- log delle operazioni
- accesso ai dati per autorità giudiziaria e vigilanza
Questo rappresenta un elemento di rilievo per i professionisti legali, in quanto le attività effettuate tramite delega possono essere oggetto di verifica e prova in contesti contenziosi.
7. Privacy e dati sensibili: attenzione al sanitario
Particolare attenzione è rivolta ai dati sensibili, in particolare in ambito sanitario. Il sistema prevede livelli di accesso differenti e limita la visibilità su alcune categorie di dati. Le pubbliche amministrazioni sono inoltre tenute a effettuare valutazioni d’impatto (DPIA), rafforzando il rispetto del GDPR.
8. Impatti pratici per gli studi legali
Per avvocati e consulenti, il nuovo sistema apre opportunità:
- assistenza a clienti fragili o digitalmente esclusi
- consulenza su deleghe e responsabilità
- integrazione con procure tradizionali
Tuttavia, è necessario prestare attenzione a:
- evitare usi impropri della delega
- mantenere la distinzione tra assistenza professionale e delega personale
- valutare i profili di responsabilità



