Whistleblowing a scuola: chi può segnalare e come funziona il canale interno
1. L’integrità dell’amministrazione scolastica e il ruolo del whistleblower.
Il principio di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione, come sancito dall’art. 97 della Costituzione, riveste un’importanza particolare nel settore dell’istruzione, essenziale per la formazione dei cittadini e la coesione sociale. In questo contesto, la prevenzione e il contrasto di fenomeni di mala amministrazione e illeciti rappresentano non solo un obbligo legale, ma un imperativo etico. Lo strumento principale per perseguire tali obiettivi è l’istituto del whistleblowing, ovvero la segnalazione di illeciti da parte di coloro che, operando nell’organizzazione, ne vengono a conoscenza grazie al loro rapporto di lavoro.
Inizialmente introdotta dalla Legge n. 190/2012 e rafforzata dalla Legge n. 179/2017, la disciplina ha trovato una struttura definitiva con il Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24. Questo decreto, in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937, ha rimodellato il sistema di tutele per i segnalanti, offrendo un panorama normativo aggiornato da analizzare nel comparto scolastico, evidenziando gli obblighi per le istituzioni, le tutele per il personale e le implicazioni pratiche connesse.
2. L’ambito di applicazione della disciplina nel contesto scolastico.
Il D.Lgs. 24/2023 si applica ai “soggetti del settore pubblico”, includendo le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. I soggetti legittimati a effettuare segnalazioni sono stati notevolmente ampliati per includere non solo il personale di ruolo (docenti, personale ATA, dirigenti scolastici), ma anche lavoratori a tempo determinato, collaboratori e tirocinanti, rendendo possibile la segnalazione a chiunque operi in un “contesto lavorativo” legato alla scuola.
Oggetto delle segnalazioni può essere una varietà di “condotte illecite”, che spaziano dai reati contro la Pubblica Amministrazione a illeciti amministrativi, contabili, civili o penali. Tuttavia, la giurisprudenza precisa che la tutela è riconosciuta solo per segnalazioni effettuate “nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione”, escludendo lamentele personali o richieste riguardanti il rapporto di lavoro.
Per quanto riguarda le modalità, il D.Lgs. 24/2023 stabilisce l’obbligo per le amministrazioni di istituire un “canale di segnalazione interna” che garantisca massima riservatezza. Secondo indicazioni dell’ANAC, la gestione di questo canale è demandata al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR), in qualità di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), per le scuole della regione. È indispensabile che il personale sia informato sull’esistenza e le modalità di utilizzo di tale canale.
3. Il sistema di tutele: il divieto di ritorsione e la nullità degli atti.
Il fulcro della normativa consiste nel robusto sistema di protezione per il segnalante, incentrato sul divieto di ritorsione. L’art. 17 del D.Lgs. 24/2023 definisce la ritorsione come qualsiasi atto che possa arrecare un danno ingiusto al segnalante. L’elenco delle possibili ritorsioni è esemplificativo e comprende misure come licenziamenti, sospensioni o demansionamenti.
Per tutelare efficacemente il segnalante, la legislazione introduce due meccanismi principali:
a) L’inversione dell’onere della prova: il dipendente che dimostra di aver effettuato una segnalazione e di aver subito un danno ha il diritto a una presunzione legale di ritorsione.
b) La nullità dell’atto di ritorsione: qualsiasi atto adottato in violazione del divieto di ritorsione è considerato nullo.
È inoltre garantita la riservatezza dell’identità del segnalante in ogni fase del procedimento, salvo specifiche esigenze di difesa in ambito disciplinare o penale.
4. Il rapporto con la contrattazione collettiva e la responsabilità disciplinare.
Il rapporto di lavoro del personale scolastico è regolato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che delinea la responsabilità disciplinare. Tuttavia, la normativa sul whistleblowing, in quanto imperativa, prevale su eventuali disposizioni contrattuali contrarie. Le procedure disciplinari devono rispettare le tutele del segnalante; se non rispettate, potrebbero risultare illegittime.
Le istituzioni scolastiche sono obbligate ad aggiornare i Codici di Comportamento e Disciplinari per includere le nuove tutele previste dal D.Lgs. 24/2023. È essenziale che le amministrazioni promuovano una cultura della legalità, informando adeguatamente il personale.
5. Conclusioni: uno strumento da conoscere e valorizzare.
La nuova disciplina del whistleblowing segna un avanzamento significativo nella promozione della legalità e della trasparenza nel settore scolastico. Le tutele rafforzate incentivano la segnalazione di comportamenti illeciti, promuovendo un ambiente di lavoro più giusto e responsabile.



