Rivoluzione in aula: l’IA riporta scrittura a mano e verifiche in presenza!

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L’intelligenza artificiale sta accelerando un cambiamento significativo nel settore educativo: docenti e istituzioni si trovano a dover adattare le modalità di valutazione per limitare imbrogli e distrazioni, senza rinunciare completamente all’uso della tecnologia.

La reazione tecnologica all’AI nelle aule scolastiche americane (e non solo)

Negli Stati Uniti, dal livello delle scuole superiori all’università, gli insegnanti cercano soluzioni per contrastare l’uso delle tecnologie in classe, ritenute causa di imbroglio e distrazione. Recenti dati e osservazioni, come riportato in un articolo di The Economist, evidenziano che numerosi docenti stanno esplorando metodi alternativi all’uso prevalente della tecnologia, inclusa l’Intelligenza Artificiale. Si pongono interrogativi se gli esami scritti a mano e le prove orali possano riconquistare centralità.

Alcuni docenti, per esempio, presso la Rutgers University, richiedono ai propri studenti di assistere a spettacoli teatrali con finali variabili, per confermare la loro presenza. Altri prediligono le presentazioni orali al posto delle classiche presentazioni PowerPoint, più suscettibili all’uso dell’IA. In alcune scuole di New York, ad esempio, gli studenti sono invitati a eseguire esercizi a mano durante le lezioni.

Altri ancora hanno smesso di assegnare compiti di matematica, preferendo esercizi di lettura di romanzi o saggi, ritenuti meno influenzabili dall’IA. Un insegnante di programmazione della Hunter College High School ha reintrodotto la scrittura a mano per i compiti di programmazione, sostenendo che ciò favorisca la memorizzazione e il pensiero critico.

Intelligenza artificiale a scuola: come cambiano i compiti e le verifiche

Nel 2023, un sondaggio del gruppo di ricerca Intelligent ha rivelato che il 66% degli insegnanti di scuole superiori e università ha modificato le tipologie di compiti a causa di ChatGPT; di questi, il 76% ha iniziato a richiedere o pianificare lavori scritti a mano, con un 87% che desidera inserire una componente di presentazione orale.

Un altro sondaggio condotto dall’EdWeek Research Centre ha evidenziato che il 43% degli insegnanti americani ritiene che gli studenti debbano risolvere problemi matematici in classe utilizzando carta e matita per dimostrare l’assenza di utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Derek Vaillant, professore di storia all’Università del Michigan, sottolinea la necessità di tornare a metodi tradizionali, come esami originali e cartacei, ma lamenta la scarsità di risorse per affrontare la nuova sfida.

Compiti a casa nell’era dell’intelligenza artificiale: cosa succede davvero

Secondo la ricercatrice della University of Texas Rio Grande Valley, Fely Garcia Lopez, gli studenti oggi, in fase di assegnazione dei compiti, accedono agli strumenti di intelligenza artificiale prima di consultare i testi. Questa prassi modifica il processo di preparazione, dal brainstorming alla revisione finale dei testi.

Gli studenti utilizzano strumenti diversi a seconda del compito: ChatGPT per ricerche, Photomath per problemi di matematica e correttori grammaticali per migliorare la scrittura. L’IA offre feedback e supporto che sarebbe difficile fornire a ogni studente simultaneamente. Ad esempio, uno studente può risolvere problemi su carta e poi confrontare le risposte con un tutor di intelligenza artificiale, che fornisce suggerimenti mirati invece di una semplice correzione.

Perché ripensare i compiti: apprendimento, disciplina e nuove scorciatoie

I compiti a casa, tradizionalmente considerati strumenti per consolidare l’apprendimento e la disciplina, promuovono l’indipendenza degli studenti. Nella storia, sono stati un collegamento tra l’apprendimento in classe e quello autonomo (Epstein e Van Voorhis, 2001).

Tuttavia, la recente diffusione di strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT ha perturbato questo equilibrio, ponendo questioni sul ruolo dell’impegno cognitivo degli studenti rispetto al supporto tecnologico. Gli insegnanti devono rivedere l’efficacia dei compiti attuali per un apprendimento autentico.

Uno studio dei ricercatori ungheresi Gogh e Kovari suggerisce che i compiti debbano evolve da un modello ripetitivo a uno che promuova logica, feedback e riflessione, integrando l’IA in modo creativo ed evitando compiti che possono essere facilmente risolti da essa.

Creatività e responsabilità: cosa si perde delegando all’IA

Secondo Joy Jenkins, professoressa associata alla Missouri School of Journalism, molti studenti preferiscono delegare i compiti all’IA per evitare il lavoro necessario. Quest’atteggiamento solleva interrogativi su cosa possa andare perduto in termini di umanità e creatività, fattori essenziali nel progredire negli studi superiori.

Il paradosso dell’intelligenza artificiale a scuola tra Paesi ricchi e Paesi in corsa

La discussione sulla tecnologia scolastica si sta sviluppando prevalentemente nel Nord America e nei Paesi più sviluppati. Un paradosso emerge: mentre le nazioni in via di sviluppo cercano di digitalizzarsi, quelle più prospere stanno imponendo limitazioni all’uso della tecnologia educativa, nonostante stiano investendo in infrastrutture digitali.

Il Ruanda sta emergendo come leader nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per rivoluzionare l’istruzione, mentre la Svezia ha recentemente vietato l’uso di strumenti digitali per i bambini piccoli, preferendo metodi tradizionali.

Imbroglio, divieti e famiglie: l’altra faccia della tecnologia in classe

L’imbroglio è riconosciuto come una delle minacce principali nel settore educativo a livello globale. Un’indagine condotta anni fa riportava che l’87% degli studenti delle scuole superiori americane aveva ammesso di aver imbrogliato almeno una volta nel mese precedente. Con l’arrivo dell’IA, il fenomeno è cambiato radicalmente, con studenti che affermano di aver sempre utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per completare i compiti.

Le famiglie giocano un ruolo significativo nel dibattito sull’uso della tecnologia in classe, con genitori, in particolare quelli più istruiti e benestanti, che si mostrano favorevoli a limitare l’uso di edtech, contrapposti a quelli meno agiati che abbracciano l’innovazione. Un rapporto del Pew Research Center del dicembre 2024 ha messo in luce le disparità nell’accesso a Internet tra adolescenti di diverse etnie.

Fonti e link

Riferimenti

https://hdr.undp.org/data-center/2025-global-survey-ai-and-human-development

https://www.ilpost.it/2025/03/31/chatgpt-intelligenza-artificiale-scuola

https://www.frontiersin.org/journals/education/articles/10.3389/feduc.2025.1609518/full

https://archive.md/2025.11.21-142445/ https://www.economist.com/united-states/2025/11/20/ai-is-accelerating-a-tech-backlash-in-american-classrooms#selection-1169.0-1186.0

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