L’Intelligenza artificiale rappresenta oggi uno degli elementi principali nella trasformazione dei modelli organizzativi, produttivi e decisionali delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Secondo i dati forniti dall’Istat1, l’adozione di soluzioni di IA è in costante crescita e l’impatto è sempre più evidente. A fronte di questo fenomeno emergono questioni relative a governance, competenze e conformità normativa.
Questo articolo offre una panoramica sull’attuale utilizzo dell’IA, sulle prospettive evolutive indicate da esperti internazionali e sul ruolo cruciale della regolamentazione, con particolare attenzione ai profili di protezione dei dati personali.
L’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia
Secondo i dati di Istat, l’adozione di soluzioni di IA in Italia ha registrato una crescita significativa, risultando particolarmente diffusa tra le grandi imprese. Il report evidenzia alcune tecnologie di IA comunemente utilizzate, tra cui l’estrazione di conoscenza da documenti testuali, l’IA generativa applicata al linguaggio scritto e parlato, e all’analisi visiva e sonora, nonché la tecnologia di riconoscimento vocale. Altre tecnologie comprendono l’analisi dei dati tramite machine learning, il riconoscimento delle immagini e l’automatizzazione dei flussi di lavoro.
In particolare, gli ambiti con il maggior utilizzo di IA nelle organizzazioni includono il marketing e le vendite, l’organizzazione dei processi amministrativi e il settore della ricerca e sviluppo. Un aspetto cruciale emerso dall’analisi di Istat è la centralità delle competenze, necessarie affinché non si ostacoli l’adozione dell’IA.
Le prospettive future secondo Stanford HAI
Il report di Istat offre una visione attuale dell’utilizzo dell’IA, mentre gli esperti dello Stanford Institute for Human-Centered AI (“HAI”) forniscono uno sguardo verso le potenzialità future della tecnologia2.
Le previsioni indicano che il 2026 rappresenterà un anno cruciale per superare l’hype dell’IA e valutare concretamente i suoi punti di forza, concentrandosi sulla costruzione di soluzioni sostenibili e a lungo termine. Inoltre, si prevede che gli Stati adotteranno misure per ottenere maggiore indipendenza dai fornitori di modelli statunitensi.
Il quadro regolamentare europeo in evoluzione
È fondamentale considerare l’elemento della regolamentazione nell’adozione dell’IA. Il 2026 segnerà l’anno in cui l’AI Act diventerà pienamente applicabile, a cui si aggiunge la proposta di regolamento Digital Omnibus, volta a semplificare e armonizzare le disposizioni normative, riducendo i costi di conformità per imprese, pubblica amministrazione e cittadini.
La possibile posticipazione di alcuni obblighi dell’AI Act è di particolare rilievo, considerando attualmente la necessità di maggiore chiarezza per le attività d’impresa e per la corretta allocazione delle risorse.
GDPR e IA: i principi sotto pressione
In materia di protezione dei dati personali, l’uso crescente di soluzioni di IA ha già sollecitato diverse autorità nazionali (tra cui l’European Data Protection Board (EDPB) e la CNIL) a emettere linee guida per una governance appropriata dei dati personali nell’ambito dell’IA. Si è constatato che l’uso dell’IA crea tensioni con alcuni principi fondamentali del GDPR, come quello di minimizzazione e di trasparenza.
In merito alla minimizzazione, i modelli di IA spesso richiedono dataset ampi e eterogenei, in contrasto con l’obbligo di utilizzo di soli dati necessari. Relativamente alla trasparenza, un punto critico è la capacità di spiegare il funzionamento delle soluzioni di IA senza eccessive semplificazioni, per garantire che gli interessati possano esercitare i propri diritti.
Enforcement coordinato e modifiche normative
Il rispetto degli obblighi di trasparenza e informazione previsti dal GDPR è stato identificato dall’EDPB come prioritario per il framework coordinato di enforcement del 2026.
In questo contesto, la proposta di regolamento omnibus prevede significative modifiche al GDPR, introducendo emendamenti specifici per il trattamento dei dati personali nell’ambito delle soluzioni di IA.
Verso una compliance integrata
Il quadro delineato suggerisce che l’IA sia in fase di maturazione, richiedendo soluzioni sostenibili, affidabili e conformi al quadro normativo. È necessaria una compliance integrata, non più basata su compartimenti stagni.
La governance dell’IA richiede un dialogo costante tra aspetti tecnologici, legali, organizzativi ed etici, con un coordinamento tra le funzioni aziendali coinvolte. Si rende quindi essenziale adottare una visione sistemica e interconnessa, per consentire a imprese e organizzazioni di investire in soluzioni di IA capaci di generare valore a lungo termine, garantendo al contempo la protezione dei diritti fondamentali, la trasparenza dei processi e la fiducia degli interessati.



