Appalti Pubblici 2026: Gare e Affidamenti, Le Prospettive da Non Perdere

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Nell’anno appena trascorso, il dibattito si è intensificato attorno a riforme, semplificazioni e velocizzazione delle procedure di appalto pubblico. L’attenzione di operatori e stazioni appaltanti si è focalizzata su temi cruciali per l’evoluzione del settore, che assumono un ruolo prioritario nel 2026.

Affidamenti diretti e principio di rotazione: il nodo più discusso

Il tema degli affidamenti diretti e del principio di rotazione è uno dei più dibattuti, caratterizzato da incertezze persistenti. Questo principio considera l’esclusione del fornitore precedente da un nuovo affidamento per lo stesso bene o servizio.

Si applica esclusivamente se un ente effettua un affidamento diretto senza gara o limita il numero dei concorrenti in una gara. In rare circostanze, è possibile derogare alla rotazione.

Le incertezze derivano da pronunce giurisprudenziali antecedenti all’attuale Codice degli appalti. Secondo il Consiglio di Stato, la rotazione è destinata a promuovere la concorrenza e a prevenire la prevalenza del gestore uscente, avvantaggiato dalla sua esperienza.

Tuttavia, questi benefici possono essere rivenuti anche in una progettazione adeguata della gara, senza necessità di applicare la rotazione. Alcuni commentatori hanno generalizzato tali affermazioni, spingendo all’applicazione della rotazione anche nei casi in cui non sarebbe necessaria.

Questo ha causato confusione tra i casi in cui la rotazione non deve essere applicata e quelli in cui può non essere applicata. Un ente che applica la rotazione in modo errato rischia di escludere illegittimamente un concorrente, riducendo la concorrenza e incrementando il contenzioso.

  • Esclusione illegittima dell’appaltatore uscente;
  • Diminuzione della concorrenza;
  • Aumento del rischio di contenzioso.

Il dibattito su questo tema è destinato a protrarsi oltre il 2026, con la speranza di interventi chiarificatori da parte degli stakeholder.

Contenzioso e incertezza interpretativa: il paradosso del sistema

Il Codice dei contratti pubblici mirava a ridurre il contenzioso, ma attualmente non si rileva una diminuzione significativa. I principi di risultato e fiducia possono trasformarsi in uno scudo difensivo contro le contestazioni di eccesso di discrezionalità.

Si è osservato un spostamento del contenzioso, che ora si verifica in fase post-aggiudicazione, al momento in cui il danno è già consolidato. Questa fase presenta contenziosi più e costosi, disincentivando gli operatori economici e compromettendo l’esecuzione delle opere.

La maggiore discrezionalità nella valutazione ha reso il contenzioso meno frequente in fase di gara, concentrandosi invece sulla fase successiva. È prevista un’intensificazione del dibattito, mai trascurabile, soprattutto in presenza di criteri di valutazione poco dettagliati che aumentano la discrezionalità della commissione giudicatrice.

Un intervento risolutivo da parte di enti come ANAC è atteso nel 2026 per contrastare questa tendenza negativa.

Requisiti di partecipazione alle gare: selezione formale, effetti concreti

I requisiti di partecipazione alle gare appaiono spesso sproporzionati rispetto all’oggetto dell’appalto, sebbene formalmente legittimi. Questo porta a una selezione distorta e limita la platea dei concorrenti.

Le piccole e medie imprese (PMI) ne risentono particolarmente, con la possibilità che la concorrenza rimanga solo formale. Sebbene vi sia contenzioso relativo a questi aspetti, la difficoltà di vincere tali contestazioni disincentiva gli operatori a impugnare le esclusioni.

Avvalimento e subappalto: una riforma che funziona

Su avvalimento e subappalto si è registrato un dibattito che non ha evidenziato particolari criticità. Queste procedure si sono evolute positivamente, allineandosi a normative più mature e coerenti con il diritto europeo.

Il contenzioso è limitato a questioni specifiche e non sistemiche, e si registra una gestione dell’avvalimento sempre più strategica nei processi di gara, prefigurando una riforma riuscita.

Digitalizzazione e piattaforme di gara: criticità e nuovi contenziosi

La digitalizzazione è stata accolta con grande aspettativa, ma ha rivelato criticità significative, come malfunzionamenti e problemi di qualità dei dati nella Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici.

Tali problematiche influenzano la legittimità delle procedure, dando origine a nuovi contenziosi inerenti alla responsabilità della stazione appaltante per errori tecnologici non ascrivibili agli operatori.

Il miglioramento delle piattaforme e l’ottimizzazione dell’interoperabilità sono attesi come elementi cruciali per il superamento di tali criticità.

Ruolo e responsabilità del RUP: più autonomia, più esposizione

Il ruolo del RUP ha subito un cambiamento significativo, assimilando maggiore autonomia e responsabilità. Questo incremento di discrezionalità ha favorito una diminuzione della paura della firma, consentendo al RUP di prendere decisioni più incisive.

Questo bilanciamento delicato rappresenta uno degli sviluppi più innovativi e positivi del sistema degli appalti pubblici.

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