Negli ultimi mesi, si è registrata una crescente preoccupazione tra esperti e istituzioni riguardo alla pratica di caricare referti medici, radiografie e analisi cliniche su piattaforme di intelligenza artificiale generativa per ottenere interpretazioni diagnostiche. Questa tendenza, incoraggiata dalla comodità e dall’immediatezza delle tecnologie IA, comporta significativi rischi relativi alla privacy e alla salute. Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito che la condivisione di dati sanitari sensibili con piattaforme non specificamente progettate per scopi medici può portare a perdita di controllo sulle informazioni e a fornire indicazioni errate che non sono state validate scientificamente.
1. Il rischio per i dati sanitari: tra privacy e uso secondario dei referti
La prima criticità riguarda la tutela dei dati personali. I referti medici contengono informazioni sensibili, la cui gestione è soggetta a normative rigorose. Quando un utente carica un documento clinico su una piattaforma di IA, è fondamentale comprendere la sorte di quel dato. Sarà eliminato dopo la richiesta? Rimarrà archiviato? O sarà utilizzato per addestrare ulteriormente gli algoritmi? Molti servizi di IA generativa prevedono meccanismi di scelta per gli utenti, ma le informative sulla privacy non sono sempre ben comprese. Il Garante sottolinea che la legge richiede chiarezza sulle modalità di conservazione e riutilizzo dei dati. Gli utenti devono comprendere che una semplice richiesta di interpretazione diagnostica online può comportare una perdita di controllo sui propri dati sanitari, con conseguenze sulla riservatezza e possibile abuso commerciale. Il volume “Ai Act – Principi, regole ed applicazioni pratiche del Reg. UE 1689/2024” offre un quadro utile sulle nuove responsabilità legate all’uso dell’Intelligenza Artificiale.

Ai Act
Questo testo esplora l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società e sul diritto, analizzando la normativa europea e le responsabilità legali. L’opera affronta l’evoluzione dell’AI e il suo uso in vari settori, considerando anche l’etica, la responsabilità legale e la protezione dei dati. Attraverso casi di studio, vengono illustrate le trasformazioni in corso e le relative questioni giuridiche, offre una visione completa per professionisti del diritto e operatori del settore.
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2. L’affidabilità delle risposte: IA e limiti diagnostici
Un altro profilo di rischio concerne l’attendibilità delle risposte fornite dalle piattaforme. Gli algoritmi di IA generativa, sebbene sofisticati, non sono dispositivi medici certificati e non possono sostituire il giudizio di un professionista. Affidarsi a sistemi che non hanno subito un adeguato processo di validazione scientifica può portare a diagnosi errate e decisioni sanitarie dannose. Per questo motivo, il Garante insiste sull’importanza di verificare sempre le informazioni con un professionista sanitario qualificato, sottolineando che il Regolamento europeo richiede una “supervisione umana qualificata” in ambito sanitario.
3. Normativa, principi e linee guida
Questa problematica si colloca all’interno di un quadro normativo più ampio. Nel 2023, il Garante ha adottato un decalogo per servizi sanitari nazionali basati su IA, evidenziando principi quali la liceità, la valutazione d’impatto e la trasparenza. Nel 2024, sono emerse nuove linee guida riguardanti il web scraping, evidenziando i rischi legati alla raccolta di dati sanitari senza consenso. Questi interventi dimostrano l’attenzione delle istituzioni su questi temi e la necessità di una regolamentazione e sensibilizzazione continue.
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4. La necessità di una supervisione umana e di un approccio etico
Il concetto di “supervisione umana qualificata” è centrale in questo contesto. Pur non ostacolando l’innovazione, è cruciale integrare la tecnologia in un contesto di responsabilità. L’IA deve fungere da supporto diagnostico, senza sostituire il giudizio medico. Il ciclo di vita dei sistemi di IA deve essere controllato, per garantire l’accuratezza e la sicurezza dei dati trattati.
5. Conclusioni: tra opportunità e responsabilità
L’allerta del Garante privacy è un invito a un utilizzo consapevole dell’IA in campo medico. Le tecnologie offrono vantaggi significativi, ma i rischi e le garanzie legali non possono essere trascurati. Gli utenti devono essere cauti nella condivisione dei propri dati sanitari, mentre gli sviluppatori e gli operatori devono impegnarsi a realizzare sistemi trasparenti e sicuri. Solo un equilibrato approccio tra innovazione e tutela dei diritti fondamentali potrà massimizzare il potenziale dell’intelligenza artificiale senza compromettere salute e riservatezza.



