I progetti finanziati dai Decreti Ministeriali DM 65/2023, DM 66/2023 e DM 19/2023 rappresentano un’importante occasione di sviluppo per le scuole italiane, chiamate a realizzare interventi concreti nei settori della didattica innovativa, dell’orientamento, del potenziamento delle STEM e del contrasto alla dispersione scolastica.
Tuttavia, le date di scadenza attualmente previste per la conclusione delle attività e per la rendicontazione dei progetti (tra giugno e settembre 2025, a seconda del decreto) stanno mettendo in seria difficoltà molti istituti scolastici, che si trovano a dover affrontare:
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tempi amministrativi complessi;
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ritardi nei trasferimenti dei fondi;
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sovrapposizione tra progettazione, attività didattica ordinaria e impegni estivi;
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difficoltà di reperimento di esperti, formatori e fornitori nei tempi previsti.
⏳ Scadenze troppo ravvicinate, attività complesse
Il DM 65 e il DM 66 prevedono attività articolate che coinvolgono studenti, docenti, esperti esterni e partner del territorio, spesso con l’obbligo di realizzare percorsi personalizzati, laboratori, momenti di monitoraggio e valutazione. Le progettualità non si esauriscono con una lezione o un workshop, ma implicano un vero e proprio cambiamento organizzativo e didattico.
Anche il DM 19 – che finanzia attività di orientamento e potenziamento delle competenze – richiede tempi distesi per garantire efficacia e continuità agli interventi, soprattutto se si vuole coinvolgere attivamente famiglie, enti del terzo settore e realtà universitarie.
🛠️ Le criticità più comuni
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Ritardi nell’autorizzazione dei progetti da parte degli Uffici scolastici regionali e nazionali;
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Difficoltà nella stipula dei contratti con esperti e partner esterni per mancanza di tempo o di disponibilità nel periodo estivo;
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Problemi operativi e tecnici legati alle piattaforme ministeriali (SIF 2020, GPU, rendicontazione);
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Tempi scolastici non compatibili con la gestione simultanea di più progetti in fase avanzata o conclusiva.
📝 Perché serve una proroga
Una proroga tecnica delle scadenze, almeno fino a dicembre 2025, permetterebbe:
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di completare le attività con qualità, garantendo la piena partecipazione di alunni e docenti;
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di gestire in modo ordinato la rendicontazione e la documentazione amministrativa;
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di evitare il rischio di revoca dei finanziamenti per inadempienze solo formali;
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di valorizzare le buone pratiche nate da questi percorsi e integrarle nella progettazione futura della scuola.
📌 In sintesi
I decreti DM65, DM66 e DM19 hanno introdotto progettualità ambiziose e significative, ma i tempi amministrativi e didattici reali richiedono flessibilità. Una proroga delle scadenze consentirebbe alle scuole di realizzare con efficacia ciò che è stato progettato con serietà, evitando di trasformare un’opportunità in un adempimento frettoloso. Per questo motivo, è auspicabile un intervento tempestivo del Ministero a favore di tutte le istituzioni scolastiche coinvolte.



