È iniziato il conto alla rovescia per la più imponente operazione di rendicontazione che lo Stato italiano abbia mai affrontato.
Il prossimo 30 giugno scade il termine formale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A poche settimane dal traguardo, il panorama per ministeri, regioni e comuni rimane poco chiaro. La questione centrale è cosa accadrà ai progetti privi del certificato di ultimazione lavori entro quella data.
Attualmente, non esiste una risposta univoca. Un’analisi di OpenPolis tenta di chiarire questa incertezza, analizzando lo stato degli investimenti e le possibili conseguenze per le opere in ritardo.
Il rebus normativo
Per comprendere la situazione, è necessario orientarsi tra le Decisioni di esecuzione del Consiglio Ue e gli Operational Agreements. Questi documenti stabiliscono paletti precisi ma non considerano il “mancato completamento”. Come evidenziato da OpenPolis, l’Europa non ha stabilito linee guida per i casi di ritardo italiano, ma ha previsto meccanismi preventivi e coercitivi, tra cui l’invio di commissari straordinari per sbloccare i cantieri in difficoltà.
Una complicazione è la clausola di reversal: i target già raggiunti non possono essere messi in discussione. Ciò implica che un eventuale mancato completamento può ridurre l’accesso a fondi significativi.
Opportunità e rischi
Nonostante la scadenza, esistono possibilità di salvaguardia, come la suddivisione dei progetti in lotti funzionali e il ricorso a strumenti finanziari per misure valutate in 23,5 miliardi di euro.
Tuttavia, una nota viene dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: i progetti devono essere completati entro il 30 giugno, altrimenti le spese non saranno ammissibili per il PNRR, costringendo i soggetti attuatori a cercare fondi alternativi.
Emergenza finanziaria
Secondo l’analisi di OpenPolis, ci sono 60 misure per le quali la scadenza è inderogabile, coinvolgendo 45.506 progetti per un valore di 96,4 miliardi di euro, con un avanzamento della spesa fermo al 48,5%.
Settori critici
Tra le misure più a rischio ci sono il potenziamento dei nodi ferroviari e la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica, con una maggiore concentrazione di cantieri a rischio in iniziative territoriali.
Focus su Scuola e Ricerca
Il comparto dell’istruzione, con opere come il Piano asili nido e scuole dell’infanzia, è cruciale per valutare l’impatto reale del PNRR, che oggi presenta ritardi nei progetti di alta formazione e nella realizzazione degli interventi.
Con la scadenza del 30 giugno alle porte, la capacità di certificare i risultati sarà determinante per valutare se il PNRR lascerà un’eredità duratura.
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