Un emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera, nell’ambito del decreto PNRR, ha esteso l’utilizzo del portafoglio digitale ai minori di almeno 14 anni. Questa modifica, che ha un’importanza sia tecnica che giuridica, elimina una barriera anagrafica, consentendo agli adolescenti di accedere al Sistema IT-Wallet.
Il testo dell’emendamento specifica: “Ai minori che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età sono consentiti l’accesso e l’utilizzo del punto di accesso telematico…”. Fino ad oggi, l’accesso era riservato solo ai maggiorenni dotati di SPID o CIE.
Autonomia senza consenso genitoriale
Un aspetto rilevante della norma è l’autonomia concessa ai minori, che potranno utilizzare l’IT-Wallet senza il consenso dei genitori, eccetto nei casi in cui la legge lo richieda espressamente.
Cosa possono fare i 14enni con IT-Wallet
I minori potranno ottenere ed esibire attestazioni, titoli e abilitazioni di valore giuridico. Tra i documenti già disponibili figurano la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità. È previsto un ampliamento significativo dei documenti digitalizzabili, previsti per il prossimo anno, a circa 200.
- Documenti di identità: inclusa la carta d’identità digitale;
- Tessera elettorale: in formato digitale;
- Titoli di studio: da scuole superiori a università;
- Certificazioni anagrafiche e ISEE;
- Iscrizioni ad albi professionali;
- Patenti speciali e badge pubblici;
- Strumenti per verifica dell’età.
IT-Wallet e SPID: due strumenti diversi
Lo SPID è principalmente usato per l’autenticazione online, mentre l’IT-Wallet è un portafoglio digitale adatto a contesti sia online che offline.
L’infrastruttura: chi gestisce IT-Wallet
L’infrastruttura è gestita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e da PagoPA S.p.A., con un’importante collaborazione tra varie amministrazioni pubbliche.
La roadmap: febbraio 2027 e oltre
Entro febbraio 2027, tutte le pubbliche amministrazioni devono adeguarsi per offrire documenti digitali tramite IT-Wallet. I documenti digitali avranno valore legale e la distinzione tra servizi base e servizi a pagamento sarà definita in un provvedimento successivo, mantenendo comunque gratuiti i servizi essenziali.
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